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Articolo Farmamese lug16

Di Matteo Oberti

La storia di Diego, prezioso e ben remunerato collaboratore di una farmacia, alla ricerca di un acquisto che probabilmente non troverà mai. Forse perché ha già molto e così il grande passo diventa assai problematico. Ecco una situazione che suggerisce alcune considerazioni.

“Nell'ora del dolore, perché, perché signore, perché me ne rimuneri così?”. Questo canta Tosca - a metà del secondo atto – nell’omonima opera lirica di Giacomo Puccini andata da poco in scena al Teatro Carlo Felice di Genova.
Remuneri? Remunerazione? Siamo venuti per ascoltare il “bel canto” e concederci una pausa e subito il pensiero va al lavoro, alle farmacie e ai farmacisti.
Penserete: ma chi scrive non pensa ad altro che alle farmacie e ai farmacisti? Guarda l’opera, seduto a teatro e pensa alle farmacie? Ebbene sì. Sì, perché effettivamente “reeemuuuneeeriiii” (meno male che leggendo non potete ascoltarmi mentre canto) mi ha fatto subito pensare alla remunerazione e alle farmacie. E grazie agli strani collegamenti che soltanto la mente umana – e nessun gestionale - è in grado di fare, subito mi sono ricordato di un amico/collega/farmacista/cliente.
Così, mi è tornato in mente Diego, farmacista, amico di amici colleghi e quasi mio coetaneo. Diego, che si è rivolto a me cercando una farmacia, si presenta brillante, sportivissimo e sempre abbronzato, simpatico e disinvolto. Uno dei pochi, per intenderci, che sa leggere “a grandi linee” un bilancio, ma soprattutto bravissimo in una cosa: sa valutare immediatamente le potenzialità di una farmacia. Negli ultimi mesi abbiamo già valutato insieme un paio di farmacie, ma lui è sempre arrivato alla stessa conclusione “Mi dispiace Matteo, ma per me questa farmacia non è incrementabile e, quindi, non mi interessa”.
Faccio un passo indietro e vi racconto un po’ meglio e in maniera più approfondita la sua carriera. Diego è figlio di imprenditori del settore turistico e passa la sua infanzia sulle spiagge della ns riviera. Super sportivo alterna ragazze (per la maggior parte turiste) a vari sport dal tennis al calcio, nuoto, surf, windsurf e così via.
Ormai ultratrentenne, per la gioia dei genitori che quasi non credevano più nel miracolo, conclude il percorso universitario e si laurea in farmacia. Ma, intelligentemente, riesce a trasformare uno svantaggio (l’essersi cioè laureato tardi), in un vantaggio: è più maturo, adulto, sicuro di sé, e sa “vendere” molto bene il suo carisma, il suo fascino ma anche la sua professionalità (adesso investe molto del suo tempo in continui corsi di aggiornamento).
Quindi, non fatica a trovare il suo primo lavoro, attira molta clientela (soprattutto femminile), che, ben consigliata, torna a comprare in farmacia e rimane così fidelizzata. Il titolare, da subito entusiasta del riscontro che Diego ha sulla clientela, fa due calcoli e gli offre, oltre a un bello stipendio, anche più alte provvigioni.
Il tempo passa e la voce si sparge, una nuova farmacia gli offre un contratto ancor più vantaggioso, e così adesso Diego guadagna molto bene, oltre 2.000 euro netti mensili, più quasi altri 1.000 euro netti di variabile mensile sulle vendite. Sì, avete capito bene…Diego, alla fine dell’anno, guadagna quasi 40.000 euro netti. Ma sapete chi è più contento di lui? Il suo datore di lavoro, il titolare della farmacia!
Eh si, sono stati in gamba entrambi. Diego, perché è soddisfatto della sua vita (immaginerete che cosa fa in pausa pranzo, anche d’inverno, quando ci sono le onde?) e della sua remunerazione, ma lo è altrettanto, se non di più, il suo titolare, perché Diego gli ha portato quasi 10.000 euro in più di fatturato mensile! Vale a dire, quasi 150.000 euro (netto Iva) annui di fatturato, soprattutto parafarmaco in più rispetto al normale andamento delle vendite prima del suo arrivo.
Ed ecco perché Diego forse, alla fine, una farmacia non la comprerà mai, perché è stra-soddisfatto di quello che ha, cioè del suo lavoro, della sua remunerazione e, soprattutto, della considerazione che il datore di lavoro ha di lui. Ma state pur certi che nemmeno aprirà una parafarmacia e – tanto per capirci - Diego non ha neppure partecipato ai concorsi.
Rinnovo del Ccnl, remunerazione, rinnovo della Convenzione, Decreto Bersani, Decreto Monti: se si fosse puntato sulla soddisfazione e sulla remunerazione dei nostri colleghi collaboratori, forse adesso ci sarebbero più farmacisti come Diego, più titolari soddisfatti e – credetemi – molte meno parafarmacie, molta più coesione sindacale e molti più sorrisi. Come quelli dei miei vicini di poltrona a teatro, che mi hanno sentito russare nel bel mezzo del terzo e ultimo atto. Che sia tutto un sogno?

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