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Farmamese aprile2016

 

Di Matteo Oberti

“Lascia o Raddoppia” è stato uno dei più famosi programmi televisi a quiz della Rai. Condotto da Mike Bongiorno andò in onda in prima serata,in genere il giovedì. Il gioco - che molti ricorderanno - consisteva nel prendere la decisione se continuare, cioè proseguire con una nuova domanda/risposta, con il rischio di perdere tutto o di vincere il doppio, oppure se lasciare, abbandonando il gioco, guadagnando la somma che, fino a quel momento, era stata vinta.

Quindi, che cosa consigliare a un farmacista titolare indeciso sul suo futuro? Appunto: “lascia o raddoppia”. Oggi più che mai diventa necessario riflettere sul proprio futuro e decidere se sia meglio incrementare il business (per esempio, acquistando una seconda farmacia o rilevando maggiori quote della società, oppure acquistando muri e locali più grandi), oppure se sia preferibile cedere, lasciando il passo ad altri farmacisti più motivati e più giovani. Come mia abitudine, vi racconto una storia nella speranza sia più esemplificativa di tante parole.

LASCIA…
A una passata edizione di Cosmofarma ero allo stand “FARMATRADE” quando nel corridoio di fronte riconosco Paolo e Francesca, coppia di farmacisti titolari in società (di una bella, moderna e super efficiente farmacia urbana), che passeggiano avanti e indietro davanti allo stand. Mi avvicino, li saluto e loro mi rispondono con un imbarazzato “passavamo di qua…”. Facciamo due chiacchiere sulla fiera, sul fatto che dopo tanti anni si incontrano sempre le stesse facce e così via. Poi, alla fine, mi congedano dicendomi: “Non venga apposta, ma finita la fiera passi a trovarci in farmacia, che le dobbiamo parlare”. E così, finita la grande kermesse di Cosmofarma, mi metto d’accordo con il DM di zona e organizziamo la visita alla farmacia. Arrivati, ci accolgono come vecchi amici (in effetti ci si conosce da quasi 10 anni), ci fanno vedere tutta la farmacia che avevano ristrutturato da pochi anni, gli studi medici vicini, il laboratorio, il magazzino robotizzato e, infine, ci invitano a casa loro. Ci spiegano che i loro due figli, nonostante le insistenze dei genitori, alla fine hanno deciso di prendere altre strade lavorative e loro adesso si sentono improvvisamente stanchi e “depotenziati”. Insomma, in farmacia improvvisamente non hanno più voglia neanche di andarci. Consigliamo una vendita immediata a colleghi che apprezzino il lavoro costruito in decenni, prima che la loro “svogliatezza” possa incidere sul benessere economico finanziario della farmacia! E chi troviamo?

…o RADDOPPIA!
Mi mandarono la loro prima richiesta di acquisto nel 2004. Loro sono Mario e Maria, fratelli titolari di un’antica farmacia nel centro storico di una bella cittadina della provincia italiana, non lontana proprio dalla città di Paolo e Francesca. La loro farmacia, di proprietà della famiglia da più di tre generazioni, era bella e redditizia, ma piccola e “super vincolata” tra Belle Arti e legami di natura famigliare (“Anche i locali sono nostri e mio padre ci fece promettere che l’avremmo conservata e tramandata esattamente come lui fece con noi”). Quindi, che fare? Comprarne una seconda “senza vincoli”, per potersi sbizzarrire e dar sfogo a sogni e desideri, oltre poi a dar corso a tante fantastiche idee sulla farmacia del futuro e sulla farmacia dei servizi. La farmacia di Paolo e Francesca era perfetta, già adeguata e moderna, ma comunque sia ancor più migliorabile e implementabile. Finalmente, dopo tante proposte inadeguate al loro scopo e un po’ delusi dal non avere ancora trovato la farmacia adatta, alla mia prima telefonata quasi non diedero peso ”Ma che piacere sentirla dottore. Com’è il clima a Genova?”. Non persi tempo e andai subito al punto “Ho trovato la farmacia perfetta per voi!” Il giorno dopo andammo a vederla, la trattativa visto l’interesse fu serrata e molto veloce.

Adesso Paolo e Francesca hanno tirato un sospiro di sollievo, hanno venduto licenza e affittato i muri (garantendosi una discreta rendita) e possono godersi figli e i nipotini in arrivo; Mario e Maria, invece, stanno realizzando i loro obiettivi e quelli dei loro figli ormai laureandi in farmacia, incrementando fatturati e redditività di entrambe le farmacie. “Allegria!” concluderebbe il mitico Mike.

 

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