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A cura dello Studio Legale Astolfi e Associati - Avv. Annalisa Cecchi

Con sentenza n. 5667 del 14 dicembre 2015, iI Consiglio di Stato si è pronunciato sulla legittimità di un bando di concorso per l’assegnazione di sedi farmaceutiche che aveva escluso che la maggiorazione di punteggio da riconoscersi ai titolari di farmacia rurale, ai sensi dell’art. 9 l. n. 221/1968, non potesse comportare il superamento del punteggio massimo complessivo di 35 punti previsto dalla legge da attribuirsi per i titoli relativi all’esercizio professionale.

Ad avviso del supremo Collegio, tale interpretazione resa in sede di concorso non può essere condivisa in quanto priverebbe di contenuto la norma agevolativa introdotta in favore dei farmacisti rurali, finendo per privilegiare “coloro che hanno una minore anzianità di servizio nelle farmacie rurali, alterando il rapporto proporzionale tra esercizio di attività professionale e corrispondente punteggio conseguibile”, conducendo a “conseguenze abnormi sul piano della razionalità e dell’imparzialità”.

Dall’accoglimento dell’appello proposto dalla concorrente che aveva subito la mancata attribuzione del punteggio per lo svolgimento di attività in farmacia rurale, nel senso indicato dai giudici amministrativi, è conseguito l’annullamento della clausola del bando ritenuta illegittima nonché, di conseguenza, della relativa graduatoria del concorso.

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