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A cura dello Studio Legale Astolfi e Associati - Avv. Annalisa Cecchi

Il Tar Lazio, si è pronunciato, in via cautelare, sulla legittimità del parere del Ministero della Salute del 2 ottobre 2015 e dei provvedimenti attuativi secondo i quali un titolare di farmacia autorizzato alla distribuzione all’ingrosso dei farmaci non può acquistare farmaci, in qualità di titolare dell’esercizio, avvalendosi del codice identificativo univoco attribuito dal Ministero alla farmacia, destinandone poi una parte all’attività di distribuzione all’ingrosso, facendo ricorso ad una movimentazione interna della merce dal magazzino della farmacia a quello destinato al commercio all’ingrosso.

Nell’accogliere l’istanza cautelare proposta dal ricorrente, a differenza di quanto di recente statuito su identica fattispecie dal Tar Brescia (con ordinanza n. 79/2016), con ordinanza n. 894 del 24 febbraio 2016, il Tar Lazio ha affermato che non si rinviene una norma nel nostro ordinamento che esplicitamente impedisca al titolare di farmacia passaggi “interni” di medicinali dalla farmacia al magazzino del grossista, quale divieto che le parti pubbliche ricavano dalla ratio del sistema normativo essenzialmente in funzione della garanzia del sistema di tracciabilità dei farmaci e della necessità per la farmacia di somministrare in tempo reale tutti i farmaci autorizzati in Italia.
Il Tar sul punto ha concluso affermando che i ricordati obiettivi non appaiono vulnerati dall’attività che si vuole inibita, essendo possibile ovviare al problema mediante il ricorso a taluni accorgimenti operativi e non essendo dimostrato che la condotta del farmacista-grossista possa generare quel deficit di disponibilità dei farmaci paventato dall’amministrazione.  

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