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A cura dello Studio Legale Astolfi e Associati - Avv. Annalisa Cecchi

Nel pronunciarsi sulle caratteristiche delle farmacie “aggiuntive” istituite, ai sensi dell’art. 1 bis l. 475/1968 (come introdotto dall’art. 11 d.l. 1/12), presso stazioni ferroviarie e autostradali, aeroporti, porti e grandi centri commerciali, il Consiglio di Stato ha affermato che tali esercizi non hanno riferimento diretto al territorio e alla popolazione ivi residente, ma sono poste al servizio di una utenza, per così dire, “mobile”, ovvero dei potenziali avventori di qualsivoglia provenienza. Il legislatore ha stimato utile, nell’interesse della cittadinanza, che chi ha motivo di recarsi in uno di tali luoghi abbia l’opportunità di usufruire anche di una farmacia, oltre che degli altri servizi che solitamente vi si trovano. Per questo, in presenza delle condizioni stabilite dalla disciplina in questione, il Consiglio di Stato ha precisato che l’istituzione di una farmacia aggiuntiva da parte della Regione si ritiene per ciò solo giustificata, senza che vi sia bisogno di apposita motivazione (Consiglio di Stato, sentenza n. 4535 del 28 settembre 2015).

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