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Farma aprile18

Di Matteo Oberti

Proprio tutti “imbroglioni” e “saccheggiatori” gli intermediari? Una citazione provoca una doverosa autocritica, ma poi l’entrata in vigore di una legge contro gli abusivi (3/2018) rasserena i giudizi e rallegra la giornata. Da qui alcuni suggerimenti, che tutti i farmacisti dovrebbero tenere bene a mente.

“Si sa bene cosa sia un intermediario: è un uomo che imbroglia una parte e saccheggia l’altra” (Benjamin Disraeli). Leggo questo aforisma, questa “brillante” citazione lo scorso mercoledì 21 febbraio, in prima pagina del Mattinale che l’Ordine dei farmacisti di Roma invia a tutti gli iscritti. Non nego di esserci rimasto male, veramente molto male. Ma poi, riflettendo su “imbroglione” e “saccheggiatore”, che ferivano il mio orgoglio facendomi sentire inappropriato, mi costringo a rimettere in discussione le mie scelte del passato.

Quindi - ripensai fra me e me - forse avrei fatto meglio a restare titolare della mia bella farmacia rurale, continuare a fare il farmacista, anziché impegnarmi nell’attività di “imbroglione” e “saccheggiatore”.

Poi, però, un bussare alla porta mi distrae; è la nostra giovane e insostituibile collaboratrice Ginevra, che con fare dolce e professionale, mi consegna la corrispondenza della giornata. All’interno del plico trovo una circolare della Camera di Commercio, il cui oggetto così recita: “Inasprite le sanzioni contro gli abusivi…

Chi è penalmente reo di esercizio abusivo di una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa fino a 50.000,00 euro, oltre alla restituzione di quanto percepito”.
“Urca” solita mia esclamazione di stupore “finalmente una bella notizia”. Poi leggo meglio: la Legge 3/2018, approvata lo scorso 11 gennaio e pubblicata in G.U. il successivo 31, è quindi diventata operativa. Sgrano gli occhi…Lorenzin…allora incuriosito leggo tutto il testo con anche allegato il parere di un legale che così spiega a noi “imbroglioni”: “La legge entrata in vigore lo scorso 15 febbraio, partendo dalla riforma degli Ordini professionali della sanità, contiene norme volte a contrastare qualsiasi forma di abusivismo.

La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose e, nel caso in cui chi ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, sarà applicata l’interdizione da uno a tre anni della professione esercitata”.

“Urca” (e siamo a due). Telefono subito all’amico Massimo, commercialista, “Hai sentito le novità?”. “Certo, Matteo, c’è stata poca pubblicità ma è in vigore e molti miei colleghi, attivi nella compravendita, stanno già tremando perché se qualcuno fa loro un esposto al presidente dell’Ordine dei commercialisti della provincia, adesso non possono più far finta di niente e le sanzioni per “recidive” sono pesantissime, deontologicamente e patrimonialmente”.

Bene, finalmente una bella notizia, è proprio vero “non tutti mali vengono per nuocere”: quella che sembrava incominciare come pessima si trasforma in una bellissima giornata, ricca di buone nuove. Scarico via internet dalla G.U. il testo completo e scopro che la legge ha modificato anche alcuni articoli del Codice penale.

Leggo all’articolo 12: “Se il fatto è commesso nell’esercizio abusivo di un’arte sanitaria (farmacista?) la pena è della reclusione da 3 a 10 anni”
Prendo il telefono e chiamo Mauro, avvocato e amico d’infanzia. “Spiegami un pò, potrebbe rientrare in questo caso la spedizione di una ricetta da parte di un non laureato che in farmacia consegna un farmaco al paziente?”. “Matteo, il farmacista proprietario della farmacia sotto il mio studio non c’è mai e per saltare la fila, visto che la conosco, preferisco la giovane addetta alla cosmesi…se sapesse, poverina, cosa rischia!”.

“Ma no, Mauro, in farmacia nessuno esercita abusivamente la professione. E se fosse mai successo, è la cosiddetta “eccezione che conferma la regola”. Io, invece, volevo chiederti della nostra figura dell’intermediario, perché sta mattina…” e gli racconto perché siamo arrivati fin qui.
“Ovviamente non si può far di tutta l’erba un fascio” commenta. “In tutte le professioni ci sono mele marce e ottimi professionisti: tra gli avvocati ci sono “squali” che ti auguro di non incontrare mai, non tutti i medici sono scrupolosi, per non parlare, poi, di giudici, architetti, giornalisti e commercialisti e così via. Diciamo che forse, se quelli del Mattinale fossero miei clienti, gli avrei consigliato un’altra frase”.

Ricapitolando, cari ex colleghi, state attenti affinché:
- nella vostra farmacia i non laureati stiano lontani dal banco, dalle ricette e dai farmaci;
- il vostro commercialista faccia solo il commercialista e non anche “l’imbroglione e il saccheggiatore”;
- e se, invece, vi rivolgete a un intermediario, controllate che lo sia per davvero, iscritto e abilitato.

Concludo con una citazione (meno prestigiosa di Benjamin Disraeli), del simpatico attore Pino Caruso, che disse “L’ignoranza è gratis. Ecco perché è così diffusa”. Ma, nel contempo, ricordatevi che, nell’applicazione delle leggi, lo Stato italiano non ammette l’ignoranza.

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