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Farmamese AcronimoSOS set17

 

Di Matteo Oberti

La trattativa procede serenamente e tutto fila liscio come l’olio (in questo caso extravergine biologico). Tutti felici e contenti, al punto che il notaio, alla stesura del rogito, esce con una domanda impertinente, ma non troppo.

“Vivendo in riviera, appena arriva l’estate, mia moglie e io trascorriamo i weekend al mare con i nostri figli con i nostri figli in uno stabilimento balneare vicino a casa. Da un po’ di anni ho preso l’abitudine di archiviare tutte le riviste che non riesco a leggere durante l’inverno, per poi portarle in cabina ai primi di giugno e lentamente, di weekend in weekend, leggerle con calma sotto l’ombrellone. 
Lo scorso fine settimana mi capita di leggere un vecchio articolo di Beppe Severgnini che così finiva: “Per avere successo nel lavoro occorrono tre O: onestà, ordine e organizzazione. E quattro S: strategia, saggezza, serenità e sorriso”. Urca, esclamo a voce alta, perché mi ricorda la conclusione della trattativa per la compravendita tra Luciano e Achille.
Achille - nome di fantasia che prende spunto da Achille Bonzini, mio referente per la Lombardia - è un brillante farmacista titolare, in società con un collega, in una grande e superefficiente farmacia turistica di una nota località alpina. Cerca di uscire dalla società, vendendo la sua quota al socio, peraltro già interessato, per comprare una piccola realtà tutta per sé e per la sua nuova fidanzata. Lo conosco perché anni fa l’ho portato a visitare una farmacia identica alla sua, seppur in formato ridotto, vicinissima a casa, troppo vicina. Infatti, così mi argomentò al riguardo: “Non devo cambiare casa, neppure la strada che faccio tutte le mattine, neppure le solite abitudini. È troppo perfetta!”. Quindi, la ragione lo consiglia per un certo tipo di acquisto, ma la “pancia” lo indirizza a una scelta carica di altri stimoli: a un nuovo acquisto dovrebbe risultare una nuova avventura.
Passa del tempo e un pomeriggio mi decido a chiamarlo: “Tutto bene?”. “Si, grazie, fortunatamente benissimo, ho una nuova fidanzata e con lei ci siamo decisi ad abbandonare la montagna per andare al mare. Hai qualcosa, sempre di piccolo, il più vicino possibile al mare?”. “Certo” rispondo prontamente. “Ma che cambiamento improvviso. Sei sicuro?”. “Sicuro? Mai nella vita” ridacchia allegro “ma se ora non provo e non mi butto, qui divento vecchio!”. “Pensa che ti avevo chiamato per proporti una nuova opportunità con le linee guida che mi avevi dato l’ultima volta che ci siamo sentiti, quindi rurale, in montagna, che non necessiti cambiamento di residenza. Siamo fortunati, perché ho un’altra farmacia da proporti proprio come la desideri tu”. 
E così organizzammo subito l’incontro alla farmacia di Luciano. Luciano - nome di fantasia che prende spunto da Luciano Nocerino, mio referente per la Campania - è il titolare della farmacia che alcune settimane prima ci firmò l’incarico di vendita della sua graziosa farmacia rurale a pochi minuti dal mare. Luciano, ormai prossimo alla pensione, non aveva più voglia di combattere tutti i giorni con la burocrazia, le normative, i prezzi e il pc: “La farmacia è un hobby; appena posso mi dedico al mio vero lavoro, prendermi cura dei miei ulivi e della produzione di olio extravergine biologico”. 
Arriviamo sul piazzale della farmacia in auto con Achille e la sua bellissima nuova fidanzata. Luciano ci viene incontro, e, sensibile al fascino femminile, prima offre il braccio alla signora, poi ci saluta con garbo “Preferisco le bionde a quelli con la barba”. Appena entrati in farmacia ci corre incontro il gatto, ma precisa: “Anche se fa parte dei beni della farmacia, lui non è in vendita”. Il resto della visita prosegue in grande armonia. Poi ci dirigiamo verso l’auto e, quando ormai stiamo per partire, ci corre in contro Luciano portando tre pacchettini, in ognuno un vasetto di olive sott’olio, buonissime.
Ripartiamo felici e sorridenti verso l’autovettura di Achille che aveva parcheggiato a pochi km di distanza. Questo è il nostro modo di lavorare: neanche il giorno della visita anticipiamo qual è la farmacia in vendita, per rispetto della privacy del venditore, ma anche per esperienza, per evitare che qualche furbetto strombazzi per il paese alla “ricerca della farmacia in vendita”. Così diamo appuntamento ai clienti potenziali in un luogo facile da raggiungere e comodo per il parcheggio e poi li accompagniamo in farmacia. Arrivati all’auto, Achille mi chiede, in maniera seria, quasi accigliata, se voglia prendere un caffè con loro. “Certo” rispondo, anche se in realtà il suo modo di fare, così diverso dall’Achille simpatico e scherzoso, un po’ mi preoccupa. E invece, appena seduti, si spiega tutto: “Scusa Matteo, non faccio che pensare a come dirlo ai miei genitori. Il prossimo fine settimana li invito a pranzo e parlo loro del nostro trasferimento. Speriamo siano d’accordo”. 
E così arriva il weekend successivo: di solito a casa lascio il cellulare in modalità silenziosa/vibrazione. A un certo punto uno dei miei figli mi apostrofa: “Papà, è mezz’ora che il tavolo vibra, vuoi deciderti a rispondere?” (i figli non perdono occasione di farti sentire vecchio e inadeguato alle tecnologie). “Achille, ciao, com’è andato il pranzo?” rispondo subito, avendo registrato il numero in rubrica (vecchio si, ma non rimbambito, figli miei). “Benissimo, Matteo, c’era anche mio fratello che si è detto disposto a prestarmi dei quattrini in cambio di un’amaca in giardino sotto gli ulivi” finisce la frase ridendo. “Quando ci vediamo per fare l’offerta?”.
I lettori più attenti sicuramente ricorderanno che preliminare e atto di vendita sono l’ultimo passo da compiere. Bene, parte la proposta di acquisto, poi il contratto preliminare e, infine, eccoci al rogito notarile. Il giorno dell’atto dal notaio, giovane e brillante, la lettura scorre veloce, senza intoppi. Il clima è favorevole e i due farmacisti, accompagnati dalle compagne, si scambiano complimenti e consigli. Il metodo di pagamento è assolutamente regolare, con assegni circolari dell’acquirente e senza banche coinvolte, né mutui o finanziamenti. A un certo punto il notaio si interrompe e chiede: “Qualcuno di voi conosce l’acronimo SOS?” e tutti, in coro: “Certo: Save Our Soul”. E Luciano specifica: “Signor notaio, ho la patente nautica da 40 anni, vuole che non sappia cosa significa?”. Ma il notaio subito ribatte: “Scusate, avete ragione, mi sono espresso male. Intendevo l’acronimo che mi hanno detto essere il riferimento degli imprenditori?”. Cala il silenzio. “Strategia, Onestà, Sorriso: le tre ancore di salvezza per chi avvia un’impresa”. 
Silenzio di nuovo. Tutti a confrontarsi e a riflettere sulla filosofia zen del notaio e io a chiedermi; ma non è che io e il notaio leggiamo le stesse riviste?”.

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