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A cura dello Studio Legale Astolfi e Associati - Avv. Annalisa Cecchi

Di recente si è registrato un contrasto giurisprudenziale vertente la legittimità o meno del parere del Ministero della Salute del 2 ottobre 2015 e dei relativi provvedimenti attuativi secondo i quali un titolare di farmacia autorizzato alla distribuzione all’ingrosso dei farmaci non può acquistare farmaci, in qualità di titolare dell’esercizio, avvalendosi del codice identificativo univoco attribuito dal Ministero alla farmacia, destinandone poi una parte all’attività di distribuzione all’ingrosso, facendo ricorso ad una movimentazione interna della merce dal magazzino della farmacia a quello destinato al commercio all’ingrosso.

Sul punto, il Tar Lazio, con sentenza n. 11238 dell’11 novembre 2016, ha affermato che il parere ministeriale “espone una conclusione in palese contrasto col quadro normativo vigente”, posto che non si rinviene una norma nel nostro ordinamento che esplicitamente impedisca al titolare di farmacia passaggi “interni” di medicinali dalla farmacia al magazzino del grossista, ben potendo il sistema di tracciabilità dei farmaci essere rispettato mediante il ricorso a meri accorgimenti operativi e non essendo dimostrato che la condotta del farmacista-grossista possa generare quel deficit di disponibilità dei farmaci paventato dall’amministrazione.

Di tutt’altro avviso è invece il Tar Campania, il quale, con sentenza n. 5285 del 16 novembre 2016, nel riconoscere la legittimità del parere del Ministero, ha affermato che il ricorso al codice identificativo univoco della farmacia per l’acquisto di merce destinata al commercio all’ingrosso interrompe il percorso della tracciabilità, inverte le fasi della filiera e determina una commistione contra legem delle due attività.

In conclusione la legittimità della tesi ministeriale, ad avviso dei giudici campani, deriva dalla circostanza che non si rinviene nell’ordinamento alcuna disposizione che consenta ai titolari di farmacia in possesso anche di una autorizzazione alla distribuzione di derogare a tutte o alcune delle norme in questione, dovendo i due esercizi (di farmacia e di distribuzione all’ingrosso) rimanere distinti pur se afferenti alla medesima persona fisica o giuridica.

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