Farmatrade MagazineAggiornamenti dal mondo farmaceutico

Home » Comunicazione » Farmatrade Magazine

farmamese ottobre2016

Di Matteo Oberti

Certo, il valore di una farmacia si misura in denaro, ma per i fan di Vasco (e non solo), possono esistere altre ragioni alla base della decisione di cedere l’azienda. Ecco un esempio di quanto varie possono essere le motivazioni.

Quando uno soffre, non è che puoi toglierli il dolore…però puoi dirgli una parola che lo consola. Una parola non è un fatto. È un quasi niente, però è quel quasi che conta”. È il pensiero di Vasco Rossi che, a detta di un amico, avrebbe espresso durante una lunga intervista rilasciata mesi fa in tv. Il mio amico - fan scatenato del Blasco - mi racconta l’episodio ricco di commenti e aneddoti su “quel quasi che conta”, sorseggiando una birra in bottiglia con una fettina di lime (non voglio far pubblicità, ma avrete tutti capito di che birra messicana sto parlando) e cercando di tenermi compagnia, mentre preparo il BBQ in una recente, tiepida e bellissima serata tra amici.

Vasco, Vasco, tocca a te, questa volta, “rovinarmi” la spensieratezza vacanziera e farmi tornare in mente le farmacie, i farmacisti e il lavoro in genere. Ed eccolo, allora, il mio amarcord. Alfonso, farmacista, anch’egli fan di Vasco Rossi, è titolare di una bella farmacia rurale gestita alla vecchia maniera. Cioè tanta dedizione, professionalità e disponibilità, ma poco, molto poco commerciale. “Sa dottore, sono solo” precisa “non ho eredi e il “SUV” (detto con una cantilena dialettale indimenticabile) non mi interessa, preferisco andare a cucinare alla sagra del paese”.

Ci chiama perché vuole vendere la sua farmacia: dopo decenni di abnegazione si sente stanco e tutte queste novità lo spaventano. Corro a conoscerlo. Lo trovo in farmacia dietro al bancone sorridente, col camice non abbottonato e il caduceo che sembra stia per cadere da un momento all’altro. Il viso è rotondo e rilassato, non abbronzato ma con un sano colore della pelle, pochi capelli e corti, gli occhiali da vista sul naso. E dal retro escono le note dell’ultimo album di Vasco.

Mi fa un sacco di domande su come funziona la compravendita, sia circa gli aspetti tecnici, economici e fiscali, sia circa gli aspetti pratici, le visite, gli incontri che cosa dire e come comportarsi. “Le farò fare bella figura” si premura di dirmi, “non si preoccupi, le farò trovare la farmacia ordinata, pulita e con tutte le luci accese”. Poi però alla fine, mentre parliamo dell’incarico e della cifra da richiedere, si fa serio. “Guardi dottore, glielo ho già detto, sono solo e non ho figli, non mi interessa guadagnarci oltre il dovuto, per me la cosa più importante è che voglio lasciare la mia farmacia a uno “come me”. I clienti li conosco uno a uno da decenni, voglio continuare a vivere qui e che siano tutti contenti”. Il farmacista mi racconta che in tutti questi anni ha aiutato in paese molte famiglie, anche economicamente ma sempre in maniera discreta e riservata; ha supportato le varie amministrazioni locali senza mai schierarsi né con i sindaci né con le opposizioni; in farmacia per lui vendere era l’ultima cosa, prima voleva aiutare il cliente a trovare la giusta soluzione.

Mi rimetto in macchina con l’incarico firmato, tra l’altro a un prezzo decisamente interessante, ma poi mentre l’auto corre sulla strada incomincio a pensare: sarà più semplice trovare un acquirente a un prezzo valido, piuttosto che un cliente gradito ad Alfonso?

Rientrato in ufficio racconto della straordinarietà della figura di Alfonso e della sua richiesta fuori dal comune. Mando un report a tutta la rete di collaboratori per sollecitare la ricerca del candidato ideale. Passano i giorni, le settimane, i mesi, ma nessun candidato sembra mai idoneo. Siamo quasi rassegnati e amareggiati, amarezza che traspare anche dalle telefonate che si avvicendano con Alfonso, anche se lui, stranamente, è sempre fiducioso: “Dottore, non si preoccupi, è solo questione di tempo, vedrà che prima o poi mi troverà il cliente giusto, e se non ha clienti interessanti da portarmi venga lo stesso a trovarmi: andiamo a pranzo insieme”.

Il farmacista, alla fine, aveva ragione. Infatti un giorno, ecco una telefonata sul cellulare: “Matteo, ciao sono Micaela, la tua compagna di università, ti ricordi?”. Micaela, certo che mi ricordo! La compagna ideale che ti teneva sempre il posto alle lezioni più affollate, che ti passava gli appunti “rari” e che non aveva mai parole cattive per nessuno. “Certo Micaela, come stai?”. Era la persona perfetta per sostituire egregiamente Alfonso, sono sicuro che in paese tutti se ne sarebbero subito innamorati e la avrebbero adottata come la “nuova farmacista”. Peccato, però, che la farmacia in vendita fosse per lei fuori budget. Micaela mi aveva chiamato per dirmi che aveva ricevuto dai familiari una piccola eredità e che voleva comprare una farmacia tutta per sé - essendo sola e senza figli - una farmacia rurale, ma non troppo grande.

In men che non si dica chiamo il farmacista e gli ipotizzo la visita a stretto giro. “Certo dottore, l’aspetto, venga quando vuole”. Salgo in macchina, passo a prendere la dottoressa e la porto a conoscere Alfonso e a visitare la sua farmacia. Appena arrivati ci dirigiamo subito in farmacia, ma senza dare troppo nell’occhio, essendo una farmacia rurale, il titolare ci fa entrare dal retro dove in sottofondo ascoltiamo l’ultimo brano di Vasco Rossi. Micaela: “Sei stato all’ultimo concerto?”. “No, ma ho tutti i suoi album” ribatte Alfonso, quasi a giustificarsi. L’incontro parte bene e prosegue ancora meglio. “Matteo, la farmacia è perfetta per me, ma ho il sospetto che sia un po’ troppo sopra le mie possibilità” mi confessa Micaela in auto sul ritorno. Alla fine per farvela breve, grazie al farmacista venditore che, ascoltati i vari consulenti, opterà per una generosa riduzione del prezzo, oltre a modalità particolarmente favorevoli, la farmacia sarà acquistata da Micaela. Tutto è bene ciò che finisce bene: sottoscrizione dell’atto e nuova titolarità; clienti soddisfatti e contenti.

Finisce il BBQ, finisce la serata con gli amici, ma mi resta la voglia di risentire entrambi, Micaela e Alfonso, dopo tanto tempo. L’indomani chiamo e Micaela, ormai super introdotta in paese – ha anche uno spasimante – mi riferisce che è riuscita a incrementare bene ed è davvero soddisfatta. Alfonso continua nella sua opera sociale, ma ora ha il tempo anche per andare ai concerti: “Dottore” mi dice “ha visto? Vasco ha riempito lo stadio Olimpico di Roma per quattro serate. Neanche Madonna o gli U2 c’erano riusciti”.
Chiudo la telefonata e cerco su internet l’ultimo brano in streaming di Vasco…si, esatto, anche io sono suo fan!

Cerca nelle news

Archivio Notizie